lunedì 11 agosto 2008
LACCHE' CON KIPPA'
Come ammette - incredibile - persino la grande stampa italo-sionista,da Repubblica al Corriere, non solo gli USA ma direttamente Israele hanno contribuito al riarmo (a pagamento, con dollari USA) della Georgia. Gli ebrei si infilano immediatamente in tutti gli staterelli dove gli USA aprono la strada, si veda il Kurdistam iracheno. Ma che siano armi e istruttori israeliani in Georgia non dà fastidio, bisogna far finta di niente. La cosa più scandalosa tuttavia è ancora una volta la disinformazione propagandistica e spudorata di giornali e televisioni sui fatti georgiani: nascondo o minimizzano il fatto che sono stati i georgiani ad attaccare per primi, fingono di non sapere che un'intera città, la capitale dell'Ossezia è stata rasa al suolo e poi occupata dalle truppe del folle georgiano, prima di essere liberata dai russi. Nelle gigantografie fotografiche in prima pagina di CdS e Repubblica si vedono le vittime piangenti "dei bombardamenti russi"(uguale tecnica in Medio Oriente, dove un caduto ebreo occupa dieci volte più spazio di una famiglia palestinese massacrata in casa), mentre Bush, che ha l'incredibile faccia di bronzo di intimare a Putin di "rispettare i confini", viene presentato come un apostolo della pace . La tragedia per le nazioni europee è che la lobby ebraica nell'informazione come nella finanza e nella politica ormai domina ed ha ucciso alla radice il dibattito politico, soprattutto in campo internazionale e, come ben sanno da secoli gli studiosi di politologia, la politica estera è l'essenza della politica. Conseguentemente, di fronte ad ogni conflitto, l'opinione pubblica viene indotta a chiedersi non quali siano gli interessi del suo paese, ma quelli di Israele. La sicurezza di Israele - Stato fondato sulla rapina e l'aggressione - deve essere il problema principale di italiani, tedeschi, francesi ecc. Siamo quotidianamente informati su ciò che accade in Israele più che a casa nostra, Israele ci deve entrare nella mente e nel cuore, Israele ueber alles. Ma gli interessi di Israele e della lobby ebraica sono esattamente opposti a quelli europei: in Medio Oriente come nei rapporti con la Russia. Una vera ripresa economica, una rinata sovranità, una politica estera non telecomandata da Tel Aviv passano per una netta riduzione del potere della lobby e una nuova alleanza con la Terza Roma, Mosca. E' ridicolo immaginare che un Berlusconi, un Veltroni, un Bossi, un Casini possano davvero fare "politica" cioè fare delle scelte che facciano uscire il paese dallo stato di colonia cui è ridotto (anche scelte economiche, ovviamene): non ce n'è uno che, al di là di sventolii rituali di bandiere italiane, celtiche, padane o da fiera paesana, abbia il coraggio di dire che al di sopra di tutto non c'è Israele ma ci sono gli interessi nazionali. E non è un caso che tutti i maggiordomi politicanti che vanno al "potere" (un potere da lacché di lusso) si rechino prima in ginocchio alla Casa Bianca e poi vadano a frignare davanti al Muro del pianto in Israele , snocciolando le solite litanie olocaustiche con il giuramento, all'ombra di una kippà regolamentare, di difendere sempre lo stato d'Israele (anche a costo di mandare a Patrasso l'Italia, si potrebbe aggiungere). Il colmo dell'imbecillità recente, che dà un'idea del rimbambimento patologico persino fra gli anticorpi, è poi la processione a Colonia di tutte le destre "nazionaliste" europee per bloccare l'edificazione di una moschea. E' il summit politico che quei microcefali riescono a concepire. Non hanno capito, gli idioti, che la Sinagoga è ben più ostile a qualsiasi forma di sovranità nazionale (beninteso in Europa) che non una Moschea. Tutte le moschee d'Europa, per antipatiche che possano essere per qualcuno, incidono sulla politica europea neanche per il 5%. Le sinagoghe incidono per il 50 e dispongono del potere di veto. Tra non molto i megafoni della propaganda sionista scateneranno l'attacco all'ennesimo "nuovo Hitler" , cioè Putin. Appena avranno regolato i conti con Ahamadinejad. E noi, che avremmo tutto l'interesse a stare con la Russia e il mondo arabo che non ci minacciano affatto, anzi rappresentano una eccellente possibilità per il futuro, andremo invece a rimorchio dell'asse americano-ebraico. Per i superiori interessi di Israele e della piovra sionista, non per quelli dei nostri figli.
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