martedì 13 gennaio 2009

Haniyah: resistenza e diplomazia per fermare l'aggressione israeliana

Gaza. Ieri sera, il primo ministro palestinese Ismail Haniyah ha dichiarato che Hamas è pronto a collaborare a iniziative politiche arabe, regionali o internazionali per fermare l’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza , per sollevare l’assedio e aprire tutti i passaggi di frontiera.
Haniyah, in un discorso rivolto al popolo palestinese, ha affermato: "Noi oggi seguiamo due percorsi paralleli: la solidarietà, la sopportazione, la resistenza e la fiducia nell’aiuto di Dio, e la strada diplomatica. Siamo sicuri di raggiungere ciò che ci prefiggiamo: sconfiggere l’occupazione israeliana".
Haniyah ha detto di apprezzare le iniziative politiche per la cessazione dell’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza: "Noi accettiamo le iniziative che mirano a fermare l’aggressione, togliere l’assedio e aprire i valichi".
Il primo ministro ha poi rivolto un saluto "alla resistenza palestinese che si oppone all’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza. Noi baciamo le vostre teste, le vostre mani e la terra sotto i vostri piedi. Voi oggi difendete la dignità di questo popolo e della Ummah. Voi siete la corona del popolo".
Ha poi espresso apprezzamento anche per i movimenti popolari di solidarietà con la Striscia di Gaza, diffusi in tutto il mondo: "Queste sollevazioni devono crescere. Queste Intifada devono proseguire, perché l’occupante continua a uccidere giorno e notte".
Haniyah ha anche ammirato gli sforzi dei medici volontari per entrare nella Striscia di Gaza e sostenere i feriti e i malati.
E ha concluso: "Dopo 17 giorni di aggressioni e di guerra israeliana, Gaza non è stata sconfitta, e, con l’aiuto di Dio, la nostra volontà non si piegherà. Gaza, la Palestina e il popolo vinceranno".

LE VERE VITTIME DEL TERRORISMO ISRAELIANO

L'80% e oltre delle vittime di 'Piombo Fuso' sono civili, in maggioranza bambini.
Scritto il 2009-01-12 in News
Ramallah -Infopal. L’associazione al-Haq per i Diritti umani ha dichiarato che l'aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza "viola le leggi elementari e gli accordi internazionali". Inoltre, ha sottolineato che oltre l’80% delle vittime sono civili.
Degli 875 palestinesi uccisi fino a ieri – giorno in cui è stato pubblicato il rapporto di al-Haq -, domenica 11 gennaio –, l’80% risultano essere civili. Tra i 3120 feriti, la metà sono bambini, quindi, circa 1600.
Al-Haq ha confermato che il diritto internazionale garantisce la protezione della popolazione civile e le proprietà private e pubbliche, in base alla Convenzione dell’Aja del 1907, articoli 23 e 25 (*).
La ricerca ha evidenziato come i bombardamenti delle forze di occupazione non hanno preso di mira solo i membri della resistenza, ma anche i civili, e ciò fin dal primo giorno di aggressione. Infatti, la percentuale dei resistenti uccisi non supera il 12% del totale delle vittime.
La ricerca ha denunciato altre pratiche delle forze di occupazione, per esempio, gli attacchi contro proprietà pubbliche e private, edifici di culto (15 moschee distrutte, ndr), scuole e associazioni benefiche, in aggiunta al blocco dei rifornimento alimentari, sanitari, energetici, ecc., causati dalla chiusura dei valichi. Tali pratiche rappresentano una violazione dell’articolo 27 della Convenzione dell’Aja del 1907.
Al-Haq ha sottolineato come, in base al diritto internazionale e alla Corte penale internazionale, la distruzione israeliana arrecata ai quartieri abitati e ai civili nella Striscia è un "crimine di guerra" e gli esecutori vanno puniti.
(*) Convenzione dell'Aja, 1907:

BAMBINI MUOIONO DI INFARTO E IMPAZZISCONO SOTTO LE BOMBE ISRAELIANE

La denuncia chiara e forte del parroco di Gaza Padre Manuel Musallam
"Qui non si muore solo per i bombardamenti ma anche per la paura e i bambini sono le prime vittime". Lo dice Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, intervistato al telefono. Stamani alle 10, ha raccontato il prete palestinese, una bambina di 12 anni della famiglia Abu Ras e' morta di infarto nella sua abitazione: "Non l'hanno potuta nemmeno portare in ospedale perche' e' troppo lontano", ha spiegato.
Venerdi' un'altra studentessa della scuola cristiana Holy Family, Christine Ouadiah Turk, e' morta per la paura in seguito a un bombardamento.
"I bambini stanno letteralmente impazzendo a causa delle bombe - ha spiegato padre Musallam - piangono e gridano continuamente. Sono in una condizione di stress costante", ha spiegato il prete palestinese che e' anche preside dell'unica scuola cristiana di Gaza.
Ieri notte una bomba e' caduta a circa 50 metri dalla chiesa e a 30 metri dalla casa delle suore. Secondo il religioso palestinese a Gaza e' in corso una crisi umanitaria senza precedenti: "La gente usa la farina destinata agli animali per cucinare.
L'altro giorno un panettiere si vergognava a darmi il pane perche' diceva che era troppo impuro per un prete". In citta' la corrente elettrica manca per parecchie ore ma nella parrocchia di padre Musallam c'e' un generatore elettrico a gasolio: "Molta gente viene qui per cucinare o per ricaricare il telefonino".
In nove giorni di assedio oltre a obiettivi militari sono state colpite diverse case, strade, caserme della polizia, uffici governativi e sette moschee.
"E' vero, ci sono i miliziani qua ma la maggior parte degli abitanti di Gaza sono povere persone, innocenti. Anche i poliziotti uccisi i primi giorni. Loro lavoravano per Hamas ma non appartenevano a quel movimento. Anch'io sono sotto il governo di Hamas. Questo significa che sono un terrorista?".
Sono parole amare quelle di Padre Musallam nei confronti delle autorita' israeliane .
"Diventa sempre piu' difficile parlare di perdono sia ai cristiani che ai musulmani" commenta il prete palestinese secondo il quale gli attacchi israeliani degli ultimi giorni contribuiscono ad aumentare il consenso della popolazione nei confronti del partito guidato da Ismail Haniye: "Se volevano distruggere Hamas, sono riusciti invece a rafforzarlo.
Oggi la gente e' piu' estremista e fondamentalista di un tempo". Il religioso sostiene che la situazione di Gaza sta danneggiando gli stessi israeliani: "Se dai fuoco alla casa del vicino , prendera' fuoco anche la tua. Questa guerra porta solo vittime.
La pace e' possibile - conclude - ma come si puo' raggiungere in una tale condizione di sofferenza e umiliazione per i palestinesi?"
Fonte opriginale : ong.agimondo.it

...che più bianco non si può!!!

M.O.: ESPERTI ITALIANI, NUOVE PROVE USO PROIETTILI FOSFORO BIANCO A GAZA“Israele sta sperimentando nuove armi non convenzionali contro la popolazione civile di Gaza”. Dopo il ‘Times’ di Londra, anche il New Weapons Research Committee, una commissione indipendente di scienziati con base in Italia, denuncia l’utilizzo di proiettili al fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano a Gaza. “Si sta ripetendo cio’ che e’ gia’ avvenuto in Libano nel 2006, quando Israele utilizzo’ nel conflitto contro l’organizzazione sciita Hezbollah il fosforo bianco, il Dense inert metal explosive (Dime) e gli ordigni termobarici, tre tipologie di strumenti di offesa riconoscibili per le caratteristiche delle ferite che provocano, nonche’ le bombe a grappolo e i proiettili all’uranio, che hanno lasciato tuttora sul terreno nel Paese dei cedri tracce di radioattivita’ e ordigni inesplosi”, si legge in un comunicato dell’associazione che riunisce scienziati di diversi settori e nazionalita’ che studiano l’impiego delle armi non convenzionali e i loro effetti di medioperiodo sui residenti delle aree dove vengono utilizzate. Secondo l’associazione, si moltiplicano le prove dell’impiego di queste armi ora anche nella Striscia di Gaza anche se, precisa il Nwrc, a causa del blocco degli ingressi ancora non sono state possibili verifiche dirette indipendenti. “Le immagini e le testimonianze che giungono dal conflitto - spiega Paola Manduca, professoressa di genetica dell’universita’ di Genova e membro del Nwrc - presentano significative somiglianze con quelle raccolte e verificate nella guerra di luglio e agosto 2006 in Libano”. [Fonte: AdnKronos]